Dal secondo incontro tra Ministero dell’Istruzione e del Merito e sindacati tenutesi ieri, 11 marzo, emergono alcuni dati importanti sui posti disponibili per i corsi sostegno INDIRE e, fattore determinante, sulla loro distribuzione sul territorio nazionale. 52.622 in tutto i posti individuati nei tre ordini di scuola, suddivisi nelle varie Regioni: la maggior parte di essi riguarda le aree del Nord. Facciamo qui di seguito il punto.
Distribuzione dei posti suddivisi per ordine di scuola
In base ad un tabella elaborata da Orizzonte Scuola, emergono dati interessanti sulla distribuzione dei posti che il Ministero attribuisce per i corsi sostegno INDIRE. Nei tre ordini di Istruzione si prevedono le seguenti disponibilità:
• Scuola dell’infanzia: 6.174 posti
• Scuola primaria: 24.374 posti
• Scuola secondaria I grado: 12.502 posti
• Scuola secondaria II grado: 9.572 posti
Emerge che a livello nazionale, le scuole primarie rappresentano la quota maggiore di posti (46,66%), seguite dalle scuole secondarie di primo grado (23,90%), dalle scuole secondarie di secondo grado (17,40%) e dalle scuole dell’infanzia (12,04%).
Osservazioni sui posti previsti per i corsi sostegno INDIRE per regione
Da un’analisi che abbiamo fatto, emerge che ci sono forti differenze significative nella distribuzione dei posti scolastici tra le regioni. La Lombardia si distingue per il maggior numero complessivo di posti (11.756), mentre il Molise ne ha il minor numero. Nello specifico, nella regione lombarda la distribuzione tra i gradi scolastici è la seguente: Infanzia (12,75%), Primaria (49,41%), Secondaria di primo grado (25,19%) e Secondaria di secondo grado (12,65%).
Il Piemonte ha il secondo numero totale più alto di posti (7.098), tra cui per l’Infanzia il 7,28%, per la Primaria il 28,35%, per la Secondaria di primo grado il 14,57% e per la Secondaria di secondo grado il 10,35%. La maggior parte delle regioni segue un modello simile, con le scuole primarie che hanno la quota maggiore di posti.
Premettiamo che ancora i provvedimenti presentati sono solo delle bozze: per essere ufficializzate occorre che passino all’esame e all’approvazione da parte del CSPI e poi bisogna attenderne la pubblicazione ufficiale. In questo lasso di tempo, i testi potrebbero subire anche delle modifiche se per esempio il MIM dovesse recepire le proposte dei sindacati. Pertanto, sopratutto in riferimento ad alcuni aspetti (come i requisiti di accesso richiesti) è bene aspettare il testo definitivo.
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