Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che ridefinisce l’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione, che torna ufficialmente a chiamarsi esame di maturità. Le nuove regole entreranno in vigore dall’anno scolastico 2025/2026 e introducono modifiche sostanziali in merito a prove, commissioni, valutazione e orientamento. Il nuovo decreto, in pratica, riforma del tutto l’esame di maturità rafforzandone la funzione educativa e orientativa grazie ad una diversa composizione delle commissioni, a nuove regole di valutazione e ad un ritorno del legame tra scuola e lavoro che negli ultimi anni è andato perso.
Finalità e ruolo dell’esame di maturità
Il decreto stabilisce che dal 2026 in poi, l’esame di maturità non rappresenti solo un momento conclusivo della scuola secondaria di secondo grado, ma anche una verifica delle conoscenze, abilità e competenze acquisite in ciascun indirizzo di studio. L’obiettivo è valorizzare:
- l’autonomia e la responsabilità personale degli studenti,
- la capacità critica e la maturazione individuale,
- le competenze digitali e l’educazione civica,
- l’esperienza dei percorsi di formazione scuola-lavoro.
L’esame assume inoltre una chiara funzione orientativa, utile sia per chi intende proseguire gli studi universitari sia per chi vuole accedere direttamente al mondo del lavoro.
Le novità dell’esame di maturità 2026
Ecco le novità dell’esame di maturità 2026 dopo il decreto:
Struttura delle commissioni d’esame
Una delle novità principali riguarda la composizione delle commissioni. Dal 2026 saranno costituite da:
- 1 presidente esterno,
- 2 commissari esterni,
- 4 commissari interni (2 per ciascuna delle due classi abbinate).
Dal 2026, il numero dei membri sarà ridotto a 5 per destinare parte delle risorse risparmiate alla formazione dei futuri commissari.
Svolgimento delle prove
Il decreto conferma le principali tappe dell’esame:
- Prima prova scritta, comune a tutti gli indirizzi,
- Seconda prova scritta, diversa per ogni indirizzo e definita annualmente dal Ministero,
- Terza prova scritta, prevista solo per alcuni percorsi,
- Colloquio orale, con riferimento al curriculum dello studente.
L’esame sarà valido soltanto se il candidato sosterrà tutte le prove previste. Inoltre, chi otterrà almeno 97/100 potrà beneficiare di un bonus fino a 3 punti aggiuntivi.
Valutazione e prove Invalsi
Un altro elemento importante è l’inserimento dei risultati Invalsi nel curriculum dello studente. Tali esiti verranno riportati solo al termine dell’esame, evidenziando la funzione orientativa delle prove senza influenzare direttamente la valutazione numerica. La commissione avrà il compito di considerare non solo le conoscenze disciplinari, ma anche:
- la capacità critica,
- la continuità nell’impegno scolastico,
- le esperienze extrascolastiche ritenute meritevoli.
Esami integrativi
Il decreto interviene sugli esami integrativi, definendo tempi e modalità più chiare per consentire agli studenti di cambiare percorso scolastico, sia nel biennio sia a partire dal terzo anno. Durante gli scrutini di recupero, gli studenti presenteranno un elaborato critico incentrato sulla cittadinanza attiva e solidale, rafforzando così la connessione tra scuola e formazione civica.
Ritorno della formazione scuola-lavoro
Dal 2025/2026 i Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO) torneranno a chiamarsi formazione scuola-lavoro, recuperando la denominazione precedente e rafforzando il legame con il mondo professionale.
Formazione dei docenti commissari
Dal 2026 sarà previsto un investimento permanente di 10 milioni di euro per la formazione dei docenti che ricopriranno il ruolo di commissari. A partire dalla sessione 2026/2027, la partecipazione a corsi formativi specifici costituirà titolo preferenziale per la nomina. L’introduzione di percorsi di preparazione dedicati mira a garantire valutazioni più eque e competenti, con attenzione anche agli aspetti psicologici degli studenti in una fase decisiva del loro percorso.
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