La sicurezza degli edifici scolastici italiani continua a destare preoccupazione. Secondo i dati pubblicati dal Ministero sul portale dell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica, su 10.000 plessi analizzati (su circa 40.000 totali), ben 9 scuole su 10 risultano prive di tutte e cinque le certificazioni obbligatorie.
Scuole senza certificazioni obbligatorie: 9 istituti su 10 non in regola
Alcune settimane fa, il Ministero ha pubblicato sul portale dell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica un rapporto che lancia un allarme: su 10.000 plessi analizzati (su circa 40.000 totali), in 9 scuole su 10 non risultano presenti tutte e cinque le certificazioni obbligatorie. A ricordarlo è stato Gianmauro Nonnis, vicepresidente Anief, commentando il XXIII Rapporto di Cittadinanzattiva “Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola”. Il documento conferma un quadro sempre più critico: tra settembre 2024 e settembre 2025 si sono verificati 71 crolli negli edifici scolastici italiani, in aumento rispetto ai 69 dell’anno precedente.
Emergenza sicurezza tra certificazioni mancanti, amianto e barriere architettoniche
La situazione più delicata riguarda le aree a rischio sismico. Su 27.744 sedi scolastiche situate in zone a elevata pericolosità (zona 1 e 2), pari al 46% delle 60.030 strutture censite, solo il 4% ha subito interventi di adeguamento e appena il 3,8% lavori di miglioramento. Persistente e grave anche il problema dell’amianto: nel 2021 l’Osservatorio Nazionale Amianto ha registrato 2.292 edifici non bonificati, con circa 356.900 studenti e 50.000 lavoratori esposti. Milano, Torino e Genova risultano le città più colpite, con rispettivamente 89, 66 e 154 istituti contaminati.
Nemmeno l’accessibilità è garantita. Secondo l’Istat (report 2023-2024), solo il 41% degli edifici è accessibile agli studenti con disabilità motoria. Ancora più basse le percentuali sugli ausili senso-percettivi: il 17% delle scuole ha segnalazioni visive per alunni con problemi uditivi e solo l’1% dispone di mappe a rilievo o percorsi tattili.
Le responsabilità delle certificazioni
Come spiega Nonnis, le certificazioni si dividono tra quelle di competenza dell’ente proprietario (agibilità, omologazione della centrale termica, certificato di prevenzione incendi) e quelle che spettano ai dirigenti scolastici (piano di evacuazione e documento di valutazione dei rischi). La situazione peggiore è al Centro-Sud, dove metà degli istituti non possiede nemmeno una delle certificazioni obbligatorie. Tuttavia, la mancanza di documenti non significa automaticamente assenza di richieste: in molti casi le certificazioni non risultano agli atti. In questo contesto, un ruolo decisivo è affidato ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, che possono sollecitare dirigenti, enti proprietari e organi di vigilanza a completare le procedure.
La richiesta di Cittadinanzattiva al Governo
Infine, Cittadinanzattiva ha chiesto al Governo di destinare 3 miliardi di euro nel prossimo triennio, tramite la Legge di Bilancio, per mettere in sicurezza le scuole, avviare indagini diagnostiche su solai e soffitti, costruire palestre e mense, e installare sistemi di climatizzazione nelle 360mila aule italiane.
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