L’inviato di Rai3 Tommaso Mattei, coadiuvato da Giulia Paltrinieri con Cecilia Attanasio Ghezzi e Chiara Concilio, ha innanzitutto dimostrato concretamente con immagini e il racconto di protagonisti cosa accade da anni in centinaia di scuole, più o meno riconosciute. Le immagini hanno consentito con efficacia di calarsi in un contesto che a chi crede nel valore dell’educazione non può non aver causato un senso di voltastomaco. Ha preso così forma negli occhi di tutti noi quel “turismo da diploma”, come lo avevano battezzato i dossier di Tuttoscuola raccontandone i meccanismi e le rotte, spesso dal nord verso il sud Italia (Campania soprattutto, ma anche Sicilia e Lazio).
Il servizio televisivo ha seguito il percorso di un Centro Studi da Bologna fino a un istituto paritario campano, tra i tanti, a dire dei responsabili del Centro, “convenzionati” (a questo riguardo va precisato che gli istituti paritari sospetti sono una piccola parte di un mondo serio e benemerito che non c’entra nulla con questo, come dimostrato dai dossier di Tuttoscuola). Al costo complessivo di 6mila euro, che – secondo quanto riscontrato dalla Guardia di Finanza – vengono spartiti tra il Centro Studi e l’istituto paritario, all’iscritto viene assicurato il conseguimento del diploma.
Se si considera che, a suo tempo, Tuttoscuola aveva individuato un centinaio di Centri Studio per il recupero di anni scolastici, si può immaginare quale business può determinare il “recupero” di anni scolastici, anche se una parte di quei Centri Studio si limita alla sola preparazione dei singoli senza intrattenere rapporti con istituti esterni.
Quel turismo del diploma determina anche un indotto, toccato con mano dall’inviato di FarWest a Pagani (Salerno), definita dalla trasmissione “la capitale italiana dei diplomifici”, dove, per ospitare, se pur per pochi giorni, i candidati venuti da lontano, sono sorti da qualche anno numerosi Bed & Breakfast.
Fino all’anno scorso a Pagani c’erano tre istituti paritari: uno con ben 12 indirizzi di studio, uno con 9 e un altro con un solo indirizzo di studi.
Si può calcolare agevolmente che con quei 20 indirizzi di studio attivati i potenziali studenti iscritti superassero il migliaio e assicurassero alcuni milioni di euro di introiti.
Quest’anno uno di quegli istituti ha chiuso a seguito della revoca della parità, ma, comunque, fino a quando non verranno “messe a terra” le numerose e complesse azioni previste dalle nuove norme – che richiedono, lo ripetiamo, una costante azione da parte degli organi di controllo – Pagani potrebbe restare la capitale dei diplomifici, con un business assicurato ancora a lungo.
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