Gennaio si avvia alla chiusura con ancora una grande incognita: l’atteso sblocco della Carta del docente per l’anno scolastico 2025/26. Alla data di oggi, 30 gennaio, la Carta del docente risulta ancora inutilizzabile. È un fatto inedito: per la prima volta, al rientro dalle vacanze natalizie, i docenti non hanno trovato disponibile il tradizionale bonus – finora pari a 500 euro – né indicazioni certe sull’importo previsto per il 2026. Il decreto interministeriale che dovrebbe sbloccare l’accredito è atteso entro la fine di gennaio, ma non è escluso uno slittamento a febbraio. Un rinvio che, seppur tecnicamente compatibile con l’anno scolastico in corso, alimenta il malcontento di chi utilizza la Carta per la formazione, l’aggiornamento professionale e – ora – anche per nuove tipologie di spesa.
Carta del docente: a chi spetta il bonus
La platea dei beneficiari, come ormai noto, è stata significativamente ampliata. Oltre ai docenti a tempo indeterminato (compresi neoimmessi e part-time), la Carta spetta anche a:
– docenti con contratti a tempo determinato al 31 agosto o al 30 giugno, anche con orario ridotto;
– personale educativo;
– docenti dichiarati inidonei per motivi di salute ai sensi dell’art. 514 del d.lgs. 297/1994;
– personale in comando, distacco, fuori ruolo o in servizio all’estero;
– beneficiari di sentenze favorevoli.
L’accredito avverrà automaticamente, senza necessità di presentare domanda. L’accesso alla piattaforma sarà possibile tramite SPID o CIE, anche se – come già avvenuto in passato – il primo giorno utile potrebbe essere segnato da rallentamenti dovuti all’elevato numero di accessi.
Carta del docente, serve ancora il decreto: importi e criteri
Il nodo principale resta l’assenza del decreto interministeriale che deve definire criteri, modalità di assegnazione e importo nominale della Carta. Un passaggio tutt’altro che formale: con l’allargamento della platea a circa 190mila nuovi beneficiari, l’importo individuale non è affatto scontato e potrebbe risultare inferiore ai 500 euro degli anni precedenti.
A chiarire il quadro, lo scorso 29 ottobre, era intervenuta la sottosegretaria all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti, spiegando che non vi sarebbero ritardi ma una fisiologica dilatazione dei tempi legata alla necessità di individuare tutti i destinatari, in particolare i supplenti fino al termine delle attività didattiche. Un processo che, per sua natura, si completa solo a partire dal mese di gennaio.
Carta del docente, le novità introdotte dal Decreto Scuola
Il quadro normativo di riferimento è il decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127, approvato definitivamente il 28 ottobre dalla Camera dei Deputati e divenuto legge. Il provvedimento, oltre a intervenire sulla riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo e sul regolare avvio dell’anno scolastico 2025/26, introduce modifiche sostanziali anche sulla Carta del docente.
Le principali novità riguardano:
– l’estensione del bonus ai supplenti annuali, ai docenti con contratto fino al 30 giugno e al personale educativo;
– l’utilizzo per hardware e software, consentito alla prima erogazione e poi con cadenza quadriennale (con una finestra straordinaria nel 2025/26 per chi aveva già beneficiato della Carta negli anni precedenti);
– la possibilità di utilizzare il bonus per servizi di trasporto di persone;
– l’introduzione di un decreto interministeriale annuale, da emanare entro il 30 gennaio, chiamato a stabilire ogni anno criteri e importi sulla base del numero effettivo degli aventi diritto.
Carta del docente: Consap resta il gestore fino al 2028
Sul versante gestionale, intanto, arriva una notizia che rafforza il quadro di continuità amministrativa della misura. Nel corso del Consiglio di Amministrazione di Consap S.p.A. è stata ratificata la sottoscrizione della convenzione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito per la proroga dell’incarico di gestione della Carta del docente fino a dicembre 2028.
Consap opera sin dall’avvio dell’iniziativa su incarico del Ministero, occupandosi della gestione dei rimborsi dei buoni spesa a favore degli esercenti attraverso il pagamento delle fatture elettroniche trasmesse tramite il Sistema di Interscambio (SdI), in un rapporto di collaborazione ormai consolidato.
Secondo quanto dichiarato dal presidente Sestino Giacomoni, dall’inizio dell’attività Consap ha erogato complessivamente circa 3 miliardi di euro nella gestione dei rimborsi agli esercenti, confermando il ruolo della Carta del docente come strumento di sostegno strutturale al sistema scolastico. L’amministratore delegato Vincenzo Sanasi d’Arpe ha sottolineato come la digitalizzazione dei processi e la gestione dei pagamenti massivi rappresentino un punto di forza della società, riconosciuto anche dalla proroga dell’incarico.
Una misura strutturale, ma ancora in attesa
A dieci anni dalla sua introduzione con la legge 107/2015, la Carta del docente resta uno degli strumenti principali per sostenere la formazione e l’aggiornamento professionale degli insegnanti. Tuttavia, lo scenario attuale – tra ampliamento della platea, nuove modalità di utilizzo e ritardi nei tempi di erogazione – riapre una questione ormai ricorrente: la necessità di maggiore certezza e prevedibilità, soprattutto per una misura che ambisce a rafforzare in modo stabile la qualità del sistema scolastico.
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