Il Ministero dell’Istruzione e del Merito continua a risultare soccombente nella miriade di ricorsi presentati dagli insegnanti precari in tema di fruizione della carta del docente. I ricorrenti sono supplenti con contratto al 30 giugno o con contratto breve, ai quali non è stato esteso il beneficio da 500 euro. Nonostante l’esito positivo delle sentenze l’Amministrazione ritarda a corrispondere quanto dovuto, costringendo gli interessati a presentare un ulteriore ricorso di ottemperanza. Sulla vicenda, di recente, è intervenuto il Tar Lazio, stabilendo la nomina di un commissario ‘ad acta’ per provvedere all’esecuzione delle sentenze.
Carta del docente: esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza
Con recente provvedimento il Tar Lazio nei giorni scorsi ha intimato l’amministrazione di fare avere entro 60 giorni 3.000 euro ad una docente, come stabilito dal Tribunale di Tivoli. Il ricorso è stato patrocinato dai legali Anief Giovanni Rinaldi, Nicola Zampieri, Fabio Ganci, Walter Miceli, Salvatore Russo.
Il tribunale amministrativo regionale ha dunque accolto “l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza” e dalla sentenza stessa ha anche ricavato “il diritto di parte ricorrente di conseguire la pretesa riconosciuta, i cui presupposti non sono sindacabili in sede di ottemperanza del giudicato. Ne consegue che, rispettate le formalità procedurali e persistendo l’inadempimento del debitore, deve ordinarsi al Ministero dell’Istruzione e del Merito di dare esecuzione al titolo azionato e, per l’effetto, di provvedere alla attivazione, in favore della ricorrente, della carta elettronica ad ella spettante per l’importo ivi indicato, entro il termine di sessanta giorni dalla comunicazione o, se anteriore, dalla notificazione della presente sentenza”. L’accoglimento della domanda ha inoltre comportato la condanna del MIM al pagamento delle spese accessorie funzionali all’instaurazione del giudizio di ottemperanza.
Il Tar, infine, ha deciso che “per l’ipotesi di ulteriore inottemperanza, come richiesto dalla ricorrente, si nomina sin d’ora Commissario ad acta il Direttore generale dell’Amministrazione resistente preposto alla Direzione generale competente per la materia oggetto del presente giudizio, il quale, con facoltà di delega, provvederà all’esecuzione del giudicato nei successivi 60 giorni, compiendo tutti gli atti all’uopo necessari. Nessun compenso dovrà essere liquidato per tale attività, rientrando il relativo onere nell’onnicomprensività della retribuzione dei dirigenti”.
L’Intervento di Marcello Pacifico (Anief)
Sulla vicenda è intervenuto Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, il quale ha così commentato: “I dipendenti precari non possono continuare a subire danni personali, in questo caso per la loro formazione, a seguito di mancata attenzione nei loro confronti da parte dell’amministrazione di appartenenza. Ad accertare il mancato pagamento della Carta del Docente sono stati, in successione, il Consiglio di Stato, la Corte di Giustizia Europea, la Corte di Cassazione, oltre che la Corte dei Conti, sollecitata dal Tar Piemonte per il possibile danno erariale, la Prefettura di Roma, e da qualche tempo anche i Tribunali amministrativi regionali che stanno sollecitando l’amministrazione per procedere entro due mesi con i pagamenti previsti dai giudici del lavoro così da assicurare la formazione professionale”.
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