Dall’esame delle norme vigenti emerge che circa 117 posti del concorso riservato per dirigenti scolastici DM 107/2023 non sono stati assegnati dal ministero, per lo scorrimento della graduatoria che a tutt’oggi resta bloccata. Tra questi: alcuni posti da depennamento, altri sottratti discrezionalmente e attribuiti al concorso ordinario regionale, altri derivanti dal passaggio di vincitori dal riservato all’ordinario. L’articolo analizza dettagliatamente la normativa dalla quale si evincono i posti sopraindicati.
Concorso Dirigenti Scolastici DM 107/2023: perché 117 posti restano bloccati?
Le norme del DL 198/2022 e del DM 155/2025 penalizzano il riservato 2023, favorendo l’ordinario 2024 attraverso meccanismi di restituzione. La sottrazione di 117 posti finanziati, inclusi i 29 delle regioni del Sud, deriva da depennamenti (28 candidati), transizioni (60 candidati) e reintegri.
Analisi normativa
DL 198/2022, articolo 5, commi 11-quinquies e seguenti
Il Decreto-Legge 29 dicembre 2022, n. 198, regola il concorso riservato 2023, prevedendo un corso intensivo di formazione. I vincitori della graduatoria del concorso riservato sono stati formati, peraltro, dal MIM alla stregua qualitativa della formazione dei dirigenti SNA, tramite un corso concorso intensivo universitario. I commi 11-quinquies e seguenti definiscono i criteri di ammissione, con prova finale, e graduatoria ad esaurimento. Queste norme valorizzano l’esperienza, ma non prevengono la penalizzazione derivante da restituzioni.
L’articolo 9, comma 2, del dl 198/2022 stabilisce che la graduatoria riservata 2023 è inserita in coda alla graduatoria del concorso ordinario 2017. Con la graduatoria 2017 esaurita, il riservato avrebbe dovuto avere priorità sui posti disponibili. Tuttavia, norme successive, hanno imposto la restituzione dei posti al 60 % all’ordinario regionale, tra l’altro concorso svolto e terminato solo nel 2025 (alcune regioni luglio 2025) attuando una disparità di trattamento a svantaggio dei candidati del concorso riservato DM 107/2023.
Normative generali sulle riserve e restituzioni
Le riserve di posti nei concorsi scolastici sono limitate al 50% del contingente bandito. Il DL 45/2025 autorizza flessibilità assunzionali al 60% al concorso ordinario e 40% al concorso riservato per il 2025/2026, di cui 122 dalla quota del 40 % da restituire al livello regionale. Pertanto, i 29 posti derivanti dalle regioni del sud, dalle quali non si era attinto per le assunzioni del 2024/2025 dal riservato, non spettavano restituzioni. Il ministero per discrezionalità li ha attribuiti comunque tutti all’ordinario bloccando lo scorrimento del riservato. ( art 35 dlgs 165/2001)
Meccanismi di depennamento e restituzione
Il Decreto Dipartimentale del 3 aprile 2025 depenna 27 candidati dal riservato 2023 per carenza di requisiti o rinunce, seguito da un ulteriore depennamento il 1 settembre 2025, per un totale di 28. Alla data odierna non è previsto lo scorrimento della graduatoria del riservato di questi posti già finanziati. Il DM 155 del 1 agosto 2025 autorizza 347 immissioni in ruolo per il 2025/2026, di cui 122 posti derivano dalla quota 40% di restituzione.
Di questi 122, 29 posti delle regioni del Sud, dovevano confluire al riservato in quanto nell’anno 2024/2025 non vi erano state assunzioni. Inoltre, ha consentito il passaggio di circa 60 vincitori dal riservato 2023 all’ordinario 2024, liberando circa 60 posti. I 117 posti dati al riservato nell’anno 2025/2026 avrebbero potuto rendere equo e senza disparità di trattamento lo scorrimento di entrambi le graduatorie, non bloccando il riservato, attuando l’efficienza, la trasparenza e l’imparzialità della PA.
Raffaella Ugolini
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