In questa intervista, Carlo Castellana, Coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, affronta con noi tre questioni centrali per la scuola italiana: aumenti salariali e rinnovi contrattuali, il Fondo Espero con il nuovo meccanismo del silenzio-assenso, i ritardi nei pagamenti dei supplenti brevi. Un’analisi che riflette le difficoltà del settore e le richieste della categoria.
Intervista a Carlo Castellana: gli aumenti salariali previsti sono sufficienti?
Gli aumenti di stipendio per il personale scolastico sono stati un tema centrale. Dal suo punto di vista, gli aumenti salariali previsti sono adeguati a compensare l’inflazione e a valorizzare la figura del docente? Quali sono le sue aspettative per i prossimi rinnovi contrattuali?
“Negli ultimi giorni è stata diffusa la notizia di ulteriori risorse per il contratto scuola. Si parla di 240 milioni stanziati dal governo. E’ opportuno sottolineare che sicuramente non sono risorse sufficienti, prima di tutto perché si tratta di risorse non aggiuntive, distribuite su oltre 1,2 milioni di dipendenti e solo “una tantum”, con un beneficio medio di pochi euro a lavoratore. A questo va aggiunto l’incremento del 6% previsto nel triennio 2022-24 dalla legge di bilancio che non copre l’inflazione del periodo preso in considerazione (15-18%), aggravando la perdita di potere d’acquisto di docenti e Ata, già penalizzati da miseri stipendi rispetto al resto del pubblico impiego”.
“La scuola è stanca di sentire tante belle parole: i governi che si sono susseguiti, negli ultimi 20 anni, hanno parlato di valorizzazione della professionalità dei docenti, della valorizzazione di tutto il personale della scuola, ma tutto questo si deve tradurre in fatti e i fatti sono stipendi dignitosi, adeguati al ruolo sociale. La scuola deve tornare al centro del dibattito politico e delle scelte economiche, meno armi e più risorse per scuola e istruzione, che è l’unica vera arma”.
Fondo Espero e silenzio-assenso: una scelta consapevole?
Il passaggio al silenzio-assenso per l’iscrizione al Fondo Espero ha generato discussioni. Molti insegnanti si troveranno iscritti d’ufficio senza una chiara consapevolezza. Qual è la vostra posizione in merito? Ci sono vantaggi in questa scelta?
“L’adesione al Fondo Espero, anche tramite silenzio-assenso, è un’opportunità per integrare la pensione. Ritengo però debba essere una scelta consapevole, per questo è fondamentale che il personale della scuola ne comprenda i meccanismi e gli eventuali benefici attraverso una campagna di informazione”.
“Premesso che l’adesione tramite silenzio assenso non deve essere vista come una imposizione, ma come un’opportunità. Oltretutto, si ha la possibilità di aderirvi entro un massimo di 30 giorni dalla comunicazione. I vantaggi che l’adesione al Fondo Espero comporta sono principalmente legati all’importanza che ricopre la previdenza complementare. Tra questi, l’integrazione della pensione erogata dall’Inps; il contributo aggiuntivo da parte del datore di lavoro, per incrementare il montante accumulato; la flessibilità e la trasparenza che Espero assicura attraverso l’offerta di diverse tipologie di investimento”.
Pagamento dei supplenti brevi: quali sono i tempi reali?
Il ritardo nel pagamento delle supplenze brevi è un problema noto. Spesso i docenti attendono per mesi le retribuzioni. C’è la possibilità che quest’anno le cose migliorino?
“I pagamenti per i supplenti brevi dovrebbero essere effettuati tramite due emissioni speciali al mese attraverso NoiPa, una intorno al giorno 18 e un’altra a fine mese, in concomitanza con l’emissione ordinaria”.
“Il ritardo nel pagamento delle supplenze brevi è un grave problema che affligge da anni la nostra categoria. Questo inevitabilmente porta a gravi conseguenze economiche per gli insegnanti, basti pensare al pagamento dell’affitto per chi deve spostarsi dal luogo di residenza, a problematiche anche più serie che interessano i beni di prima necessità. Inoltre, con la centralizzazione al Mef, introdotta tramite un sistema informatico, sono emerse nuove criticità. La Gilda degli Insegnanti da sempre ha impugnato questa causa, chiedendo al Ministero dell’Istruzione e del Merito di intervenire tempestivamente per sbloccare i pagamenti arretrati e garantire il rispetto dei tempi di accredito.
Ci auguriamo che questa problematica non passi in sordina come molte altre che riguardano i docenti e il personale della scuola, soprattutto perché come da sempre sosteniamo, un insegnante precario deve avere gli stessi diritti di un insegnante di ruolo. La valorizzazione della professione docente passa in primo luogo dalle retribuzioni. Un docente pagato poco e/o in ritardo, è un docente umiliato per il lavoro che svolge. Sarebbe utile a tal proposito sburocratizzare tutte le procedure relative al pagamento delle supplenti brevi, alleggerendo il compito delle segreterie”.
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