Supplenze sostegno per l’anno scolastico 2025/26, il bollettino zero ha introdotto importanti novità nella procedura di assegnazione delle supplenze su posto di sostegno. La principale innovazione riguarda la conferma dell’insegnante di sostegno già incaricato nell’a.s. 2024/25, al verificarsi di specifiche condizioni. Prima tra tutte, la richiesta avanzata dalla famiglia dell’alunno con disabilità.
Supplenze sul sostegno 2025/26: come funziona il bollettino zero e la conferma dei docenti
La procedura di conferma dell’insegnante di sostegno
Perché il docente potesse essere confermato, era necessario rispettare alcune condizioni:
- la richiesta dei genitori presentata entro il 15 maggio 2025;
- la permanenza dell’alunno nello stesso grado di istruzione;
- l’assenza di trasferimento verso un nuovo istituto.
In mancanza di tali requisiti, l’insegnante risultava automaticamente escluso dalla procedura. Successivamente, spettava al Gruppo di Lavoro Operativo (GLO) verificare la sussistenza delle condizioni per la conferma. Con l’approvazione del GLO e il parere positivo della famiglia, il dirigente scolastico inseriva i dati nel sistema SIDI, richiedendo la proroga dell’incarico del docente già in servizio con contratto al 30 giugno o al 31 agosto 2025.
Il ruolo del docente e del Ministero
A questo punto, l’insegnante interessato poteva aderire formalmente alla procedura prevista dal DM n. 32/2025, chiedendo la priorità nell’assegnazione delle supplenze. Il Ministero, verificata la disponibilità del posto, ha avviato il cosiddetto bollettino zero: un passaggio preliminare con cui si è controllata la nominabilità del docente anche su altre classi di concorso, in base alle preferenze espresse nella domanda su Istanze online (entro il 30 luglio 2025, con la possibilità di indicare fino a 150 preferenze).
Gli Uffici Scolastici, nei giorni scorsi, hanno pubblicato i decreti di conferma su posto di sostegno, riguardanti circa 58mila docenti su una platea di 120.000. Un numero significativo che garantisce maggiore continuità didattica per gli studenti con disabilità. Dal 1° settembre i docenti hanno preso servizio e partecipato alle prime riunioni collegiali.
Continuità didattica: del singolo alunno o del posto di sostegno?
Il tema della continuità sul sostegno ha suscitato dubbi tra i docenti, come testimoniano alcune segnalazioni giunte alle redazioni specializzate.
Ecco alcuni esempi:
- un docente confermato su un alunno per 22 ore lo scorso anno, quest’anno si è visto assegnare solo 11 ore su quello stesso studente e 11 ore su altre classi;
- in una scuola secondaria di primo grado, un insegnante con 18 ore di sostegno confermate è stato spostato per metà orario in una classe diversa;
I dubbi ricorrenti riguardano, inoltre, il rapporto tra insegnanti di ruolo e supplenti confermati: il dirigente può spostare il docente titolare di plesso per lasciare il posto al precario in nome della continuità? Il DM n. 32/2025 (emanato il 26 febbraio 2025 e intitolato “Misure finalizzate a garantire la continuità dei docenti a tempo determinato su posto di sostegno per l’a.s. 2025/26”) chiarisce che la continuità riguarda il docente a tempo determinato: con la conferma nella stessa scuola, egli viene assimilato a una figura stabile. Tuttavia, nella pratica, le esigenze di organico e di distribuzione dei docenti nei vari plessi possono incidere sulle modalità di applicazione.
Il ruolo delle famiglie nella conferma del docente
Un aspetto centrale riguarda il peso della richiesta formulata dai genitori. Infatti, la domanda della famiglia è stata la condizione primaria per avviare la procedura di continuità. Come sottolineato anche da Orizzonte scuola, resta aperto un interrogativo: i Collegi docenti e i dirigenti scolastici hanno effettivamente tenuto in considerazione questo elemento nella definizione dei criteri di assegnazione?
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